Giuseppe Recchi al Digital Day: la necessità di incentivare il digitale

Il tema del digitale e della conversione del Paese in tale direzione assume sempre maggior rilevanza in ambito istituzionale. Dal punto di vista del processo di digitalizzazione, infatti, l’Italia appare ad uno stadio leggermente arretrato rispetto al resto d’Europa, una questione di importanza strategica, sulla quale è necessario intervenire in tempi rapidi. Questo il tema del Digital Day, organizzato il 21 novembre 2015 presso la reggia sabauda di Venaria Reale, al quale hanno preso parte importanti esponenti istituzionali, per dare vita ad un proficuo dibattito e stimolare soluzioni smart, al fine di trasformare il Paese in chiave digitale.

Tra gli altri, particolarmente significativo l’intervento del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha espresso un messaggio di incoraggiamento sulle potenzialità che il digital può rappresentare per l’Italia, al fine di condurla ad un maggiore benessere e ad una maggiore efficienza. Per questo motivo, Renzi ha comunicato la pianificazione da parte del Governo di provvedimenti atti a promuovere e favorire tale evoluzione.

Particolare non trascurabile, parlando di diffusione del digitale, è senza dubbio quello infrastrutturale e delle reti; sul tema è intervenuto il Presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, che ha esposto a tal riguardo gli obiettivi del principale gruppo italiano nell’ICT e i dati sullo stato di avanzamento dei lavori sulle opere infrastrutturali: secondo il Presidente, la diffusione dell’ultrabroadband coprirà la quasi totalità della popolazione italiana entro il 2017, con un 95% di copertura per il 4G ed un 75% di copertura  per la fibra, la cui posa procede a ritmi serrati, dell’ordine di 180 chilometri di fibra all’ora, stesi nei primi nove mesi del 2015. Giuseppe Recchi ha infine sottolineato un secondo requisito assolutamente indispensabile per rendere completa l’evoluzione digitale del Paese, ovvero l’abitudine ad essere digitali: con questo intento, il Presidente propone quindi una tassa sulle tecnologie analogiche, come quelle ancora attualmente in uso all’interno della Pubblica Amministrazione, un settore per il quale risulta assolutamente strategico lo sfruttamento della rapidità d’azione concessa dal digitale. In tal modo verrebbe disincentivato il ricorso all’analogico e al contrario, incentivato l’utilizzo delle più moderne tecnologie digitali.

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