Meta punta sull’AI: tra i progetti futuri anche un traduttore universale istantaneo

Meta è al lavoro su una nuova frontiera, l’intelligenza artificiale (AI): consentire alle persone di progettare mondi virtuali aggiungendo oggetti 3D, contesti e suoni descrivendoli soltanto con la voce è la nuova sfida del colosso Big Tech.

L’Intelligenza artificiale è la chiave per il metaverso – ha spiegato Mark Zuckerberg, CEO di Meta (che comprende Facebook, Instagram, Messenger, WhatsApp e Oculus), all’evento in streaming ‘Meta inside the lab’ – e noi siamo impegnati a costruire una tecnologia aperta e responsabile, con un alto livello di privacy e rispetto dei diritti umani”. Il bot presentato da Meta, chiamato Builder Bot, consentirà di sfruttare la voce per indicare al sistema automatico di creare rapidamente elementi di un mondo online personalizzato. Builder Bot fa parte di un progetto più ampio, CAIRaoke, con il quale Meta punta a creare un’intelligenza artificiale conversazionale dedicata alla creazione di mondi virtuali: il progetto darà vita a un “modello neurale completamente end-to-end per la costruzione di assistenti sui device”.

Inoltre, Meta punta alla creazione di “un traduttore universale istantaneo, parola per parola”, basato sull’Intelligenza Artificiale, per la traduzione automatica della maggior parte delle lingue del mondo. La sfida si declina in due progetti: No Language Left Behind, un nuovo modello avanzato di IA per traduzioni di qualità in centinaia di lingue; Universal Speech Translator per la creazione di nuovi approcci per tradurre dal parlato in una lingua all’altra in tempo reale. “La capacità di comunicare con chiunque in qualsiasi lingua: è un superpotere che le persone hanno sempre sognato e l’AI ce la trasmetterà nel corso della nostra vita”, ha sottolineato Zuckerberg. “Man mano che avanziamo in questa tecnologia – ha poi aggiunto – sarete in grado di creare mondi da esplorare e condividere esperienze con gli altri, solo con la vostra voce”.

L‘intelligenza artificiale su cui è impegnata la Big Tech dovrà essere in grado, grazie all’apprendimento automatico, di comprendere e prevedere le possibili tipologie di interazione che si potranno concretizzare nel metaverso. L’AI dovrebbe quindi ricevere dati grezzi. “Un consorzio globale di 13 università e laboratori” che opererà sul più grande set di dati egocentrici consentirà di raggiungere tale obiettivo: ovvero il progetto Ego4D. 

Ne consegue che l’Intelligenza artificiale e il machine learning saranno quindi due elementi fondamentali per la creazione di modelli utili a una “comunicazione più ricca”. Il Metaverso, ha ricordato Zuckerberg, è “un obiettivo a lungo termine” che in futuro potrà offrire “una versione immersiva di Internet” per interagire in un ambiente virtuale con altri utenti, grazie anche al supporto di nuovi hardware e software.

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